mercoledì 30 giugno 2010

Traslocando - mia madre

10 marzo 2006
Se ne è andata di maggio qualche anno fa. L'ultima volta, qualche giorno prima, cia siamo salutate dai binari del metrò, ritrovandoci spaurite una sera umida di primavera a fare ciao con la mano che non smetteva di agitarsi in quel saluto bambino, per l'urgenza di perdersi, ancora, l'una nello sguardo dell'altra, occhi negli occhi, ancora una volta, e a lanciare baci dal finestrino, gli ultimi baci soffiati in aria a superare la distanza, il cuore colmo di presagi.

La morte lasciava da giorni piccoli segni, tracce cangianti e leggere come bava di lumaca, il presentimento si insinuava nelle lacrime subito ricacciate in gola come clandestine.
Gli ultimi giorni passavano lentissimi perché avessimo quel poco di tempo per gli abbracci più intensi, per le carezze e i gesti lievi a raccomandarsi e ripetere tutto quello che era già stato detto, tutto l'amore e l'incredulità.
Sono andata a picco facendo finta di nulla.
Ho attraversato i giorni per il loro verso, coltivando il sogno di rivederla.
Non ho mai smesso di sognarla.
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