giovedì 8 ottobre 2009

FUORI TEMA - VOTO 11 A 6

Signor Presidente del Consiglio,
sbaglia bersaglio.
Io fossi in Lei farei saltare immediatamente la testa del Ministro Alfano. E’ indubbio che abbia lavorato male.
Come un professore di Italiano davanti ad un tema di 5° liceo l’Alta Corte a suo tempo ha respinto il lodo Schifani perché era talmente zeppo di errori di sintassi giuridica da non conseguire il passaggio all’esame di merito. O meglio, se anche tale esame c’è stato, credo che l’Alta Corte, letteralmente sfinita dal travaglio, abbia ritenuto opportuno non infierire con il giudizio sul profilo di incoerenza costituzionale.
E oggi con il lodo Alfano siamo certi: non solo il componimento era grammaticamente scorretto, ma anche fuori tema.
Non so come abbia fatto Lei con i suoi figli, ma io con i miei mi comporto in questo modo: passi l’errore di grammatica, ancorché grave come un congiuntivo (e il Lodo Schifani era irricevibile da questo punto di vista), ma il fuori tema no. Il fuori tema è conseguenza dell’incuria, della pigrizia, della mancanza di giudizio. Inaccettabile.
Ecco perché al suo posto, recuperata la calma, farei saltare la testa al Ministro Alfano. Una punizione qui va data, secca, senza tergiversare, come un buon padre di famiglia.
Dispiace che nell’errore sia caduto anche il nostro Presidente della Repubblica: passi per Lei purtroppo vittima dei consigli distratti di avvocati ormai troppo pasciuti per potersi impegnare ancora con rigore, ma per gli esperti costituzionalisti del Quirinale, davvero non c’è appello.
Bene che fare ora?
Intanto come le ha consigliato il Presidente Cossiga (chiamato ai Suoi tempi benevolmente il Picconatore) si disponga al silenzio.
Il fatto che, Carta alla mano, e scomodati gli artt. 1, 24 e 138 della Costituzione, solo 11 giudici su 6 abbiano ribadito con più certezza di prima (ma non con certezza assoluta) che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, lascia aperto uno spiraglio sull’esito del prossimo esame.
Certo si tratterà di andare in Parlamento, di attivare la procedura di revisione costituzionale che certamente è fastidiosa implicando numerosi passaggi e le solite perdite di tempo che, e qui sono d’accordo con Lei, possono francamente irritare. Tuttavia, e questo è il punto, se Lei avesse avuto un Ministro della giustizia più competente, questa sonora bocciatura non ci sarebbe stata. Bocciatura che ripeto vale anche per il Presidente della Repubblica che ha firmato senza leggere, evidentemente terrorizzato dal litigio istituzionale e auspicando che la Corte, per una volta, chiudesse un occhio. Ma si sa che la Corte è puntigliosa e mentre esaminava il testo si è accorta, proprio come fa un professore di italiano, che il tema del ben noto studentello pigro, seppur ripulito dagli errori grossolani, era tragicamente sempre lo stesso.
Ancora questo! Avrà detto la Corte fra sé e sé.
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